Veruska Anconitano è una giornalista, una viaggiatrice e anche l’ideatrice e l’anima del blog La cuochina sopraffina: ci ha incuriositi e le abbiamo fatto qualche domanda. Buona lettura!

D: Veruska Anconitano, scorrendo il tuo blog, il sito ufficiale e i vari account social dai l’impressione di essere vulcanica e sempre in attività (oltre che spesso in viaggio, beata te).

R: Eh si, direi che la parola vulcanica mi si addice parecchio. Mi piace fare cose e fare sempre cose nuove, mi piace trovare il bello di tutto e provarci, sempre. Il “beata te che viaggi sempre” è una frase che mi sento ripetere spesso ma io viaggio spesso per lavoro quindi, anche se non posso dire di essere una persona che lavora in miniera, quando viaggio devo comunque adempiere a degli obblighi per portarmi a casa la pagnotta.

D: Ho letto che hai iniziato come giornalista “classica”, ma poi hai deciso d’intraprendere una carriera meno convenzionale e ti sei concentrata sulla comunicazione digitale. Com’è avvenuto questo passaggio?

R: E’ successo tutto in maniera naturale, mi sono trovata in mezzo al passaggio del giornalismo verso il digitale e ho avuto la possibilità di iniziare fin da subito con grandi realtà. Finita la gavetta da giornalista è iniziata quella da comunicatrice digitale e oggi gli insegnamenti me li porto dietro continuando comunque sempre a studiare.

D: Il tuo blog ha un nome spiritoso e autoironico, “La Cuochina Sopraffina”: hai sempre avuto la passione per la buona tavola? Come mai proprio un blog di cucina (in un mercato dove la concorrenza è già altissima)?

R: Da sempre cucino e mi piace farlo soprattutto per gli altri ma da piccola non mangiavo quasi nulla; poi all’improvviso l’amore per la buona cucina e per la sperimentazione enogastronomica che mi ha portata a lavorare con brand del settore e ad aprire il blog. C’è tanta concorrenza in cucina a livello di blog ma c’è posto per tutti perché siamo tutti diversi; basta poi saper lavorare come si deve senza scavalcare nessuno e, se possibile, collaborare con gli altri invece di cercare di azzerarli.

D: Hai dei piatti passepartout con cui sai che farai di certo bella figura?

R: Lo ripeto spesso e infatti secondo me qualcuno inizia a spazientirsi: tutte le ricette della tradizione romana e laziale, so che se mi cimento in queste cose non fallirò. Anzi, potenzialmente posso non fallire.

D: I viaggi, altra tua grande passione: il cibo influisce sulla scelta della meta?

R: Influisce molto perché per me il cibo è una delle parti fondamentali del viaggio, ti aiuta a conoscere una cultura diversa dalla tua, a fare amicizia e ti fa felice. La scelta non inizia però mai dal cibo ma dalle esperienze che voglio fare; una volta scelto, allora parte la fase di scouting enogastronomico e per me, insieme alla parte avventurosa, diventa la cosa più importante.

D: Hai un canale Youtube, una pagina Facebook e un account Twitter: gestisci da sola tutto? Come differenzi i contenuti?

R: Gestisco il blog a 4 mani con Giuseppe, mio marito e partner lavorativo, mentre gestisco tutti i social da sola e sono felicissima di farlo perché tutti, in maniera diversa, mi rappresentano al massimo. Come faccio a differenziare i contenuti? Ogni canale ha un suo pubblico ma tutti, chi più e chi meno, mi seguono per lo stesso motivo. Per questo basta solo dare ai follower, che sono anche il motivo per cui noi blogger esistiamo, quello che ci chiedono se combacia con noi e con quello che siamo. Nel mio caso combacia sempre e non fatico mai anche se lottare contro gli algoritmi è dura.

D: Infine, una domanda un po’ interessata: consigli per un menu semplice ma d’effetto (magari per quelle come me che non hanno grande attitudine e pazienza ai fornelli)?

R: Io quando devo spiegare la cucina a chi non ha pazienza o non sa cucinare dico sempre la stessa cosa: non bisogna essere degli chef o degli appassionati per divertirsi e far divertire. Per questo dico sempre via libera alle creme fatte in casa per condire la pasta (per esempio a base di nocciola come questa) che si preparano letteralmente in 5 minuti oppure a frittate particolari dove sperimentare sapori (per esempio con le verdure o con la salsiccia, per dirne solo 2) e a dolci della tradizione che tanto c’è sempre la mamma che ci può venire in soccorso. Poi c’è sempre un’ultima possibilità, da non scartare: chiamare la pizzeria e organizzare un pizza-party. Amici felici, cuochi ancora di più!