L’intervistato digitale questa volta è Mirko Ronzoni: vincitore di Hell’s Kitchen, chef “creativo ed anticonformista”, come si definisce lui stesso, e da poco anche creatore di Goodfood Veg, una nuova realtà di ristorazione vegana, vegetariana e bio con servizio di consegna a domicilio.

D: Ciao Mirko, sei molto giovane ma già noto al pubblico soprattutto televisivo per aver vinto la seconda edizione di Hell’s Kitchen Italia, condotta dal temutissimo Chef Carlo Cracco. Come mai hai deciso di partecipare a un reality -talent show? La tua vita è cambiata dopo questa esperienza?

R: E’ stata un’occasione di vita unica, qualcosa che rimarrà sempre nel mio cuore, ma come ripeto spesso ai fans o alle persone che si complimentano e che mi conoscono la prima volta, questo è solo l’inizio di una vita molto ambiziosa. Hell’s Kitchen è appunto un talent show quindi la realtà è tangibile, un format che gioca molto sull’aspetto tensionale della cucina, ritmi serrati e critiche efferate. La bravura sta nell’essere sempre se stessi e concentrati sull’obiettivo, come nella vita. Carlo (Cracco) è un gran professionista, ma molto pignolo e severo: io con il mio essere “imbonitore” sono riuscito a fagli capire che oltre all’estetica e all’attenzione del dettaglio, c’erano anche contenuto e grande passione.

D: Come nasce la tua passione per la cucina?

R: La mia passione per la cucina nasce in quarta elementare quando frequento un corso di cucina con ragazzi diversamente abili. Da allora non mi sono mai fermato, ho sfogliato enciclopedie, libri e soprattutto ho frequentato una vicina di casa che al pomeriggio, dopo i compiti, mi intrigava con le sue ricette. Ricordo ancora i miei due primi esperimenti: involtini al prosciutto e una zuppa di pesce, La mia era pura passione e così dopo le scuole medie la scelta di iscrivermi all’Istituto alberghiero di Nembro è stata naturale anche se avevo mille paure.

D: Ci sono degli Chef che consideri punti di riferimento intoccabili nel tuo lavoro?

R: Il cuoco che mi ispira di più è Grant Achatz, perché è follia pura, genio, sregolatezza; in Italia sicuramente Carlo Cracco e Tonino Cannavacciuolo, per la vocazione mediterranea.

D: Da poco hai intrapreso una nuova attività: cucini piatti da asporto, rigorosamente vegetariani e vegani, che è possibile ordinare il giorno stesso e farsi portare a domicilio. Com’è nata questa idea?

R: E’ stata un idea partita un po’ per gioco e un po’ per sfida, un mercato che ha tanto da dare e verso dove sempre più consumatori si stanno orientando, ma anche una nuova formula di “fast lunch”, però di qualità. Dimentichiamoci le grandi catene o il bar con prodotti di quarta gamma da riscaldare in microonde, qui parliamo di prodotti freschissimi, a kilometro “quasi” zero, preparati ogni giorno con quello che la stagione ci regala. Meglio di così? Ho girato abbastanza il mondo nonostante la mia giovane età, questo tipo di ristorazione è già molto diffusa in grandi città come New York, Londra, San Francisco e Milano: perché non portarla anche nella mia amata Bergamo?

D: Hai sviluppato una app che ti supporta in GoodFood Veg: hai buoni riscontri nell’uso? Viene usata da molti o si preferisce ancora la prenotazione telefonica?

R: La prenotazione telefonica, noto, che ha sempre il suo perché. Bergamo è una città stupenda ma un poco tradizionalista ed il gioco è stato proprio questo, la voglia di scalfire lo spirito conservatore e guardare avanti. Creando ed innovando.

D: Cosa vorresti fare da grande? Ti immagini sempre a contatto con la cucina o pensi di cambiare strada?

R: Non nego che la tv mi affascina e penso che possa essere parte della mia vita. Voglio costruire basi solide su cui spaziare, adoro lo stile, amo la cucina, sono attratto dal business… quindi di carne al fuoco ce n’é, anzi, di seitan al fuoco ce n’é!

Salvo Spoto for Mirko Ronzoni +39 02.36.69.66.95

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