Giuliano Ambrosio, in arte Julius. Creativo poliedrico, pur molto giovane ha alle spalle notevoli e variegate esperienze in campo digitale. È co-organizzatore del Mashable Social Media Day 2016 (http://www.mashablesocialmediaday.it/), una delle manifestazioni più importanti a livello mondiale legata al digitale e ai social network. L’edizione 2015 del Mashable. Ricordiamo che Mashable vanta oltre 30 milioni di pagine visualizzate al mese: è uno dei siti web più grandi e il terzo blog più popolare al mondo. Giuliano Ambrosio è anche il creatore di http://www.juliusdesign.net/, un sito ricco di spunti per chi s’interessa e lavora nel digitale. La sua presenza social ha un bacino di oltre 60.000 persone che lo seguono per la sua professionalità e contenuti che condivide ogni giorno. Insomma, un personaggio davvero interessante!

D: Ciao Giuliano, ti definisci un Creative Strategist: ci spieghi di cosa si tratta?

R: Il Creative Strategist è una figura che in Italia non è molto conosciuta, una figura ibrida che ha molte competenze digitali. Le competenze principali sono la Creatività applicata alla Strategia e viceversa. Queste due caratteristiche permettono di trovare soluzioni creative su progetti di comunicazione e allo stesso tempo saperle applicare con una strategia che renda il tutto fattibile utilizzando i giusti canali e mezzi a disposizione. Ho scritto un articolo a riguardo che mi ha permesso di spiegare meglio chi è il Creative Strategist oggi e sono sicuro che potrà essere utile a chi sta leggendo ora questa intervista.

D: Come hai iniziato ad interessarti di strategie digitali?

R: Tutto inizia da me, in quanto ho sperimentato molto sul mio personal branding. Nel lontano 2007 quando ho aperto il mio blog ho dovuto imparare a promuovermi come professionista e per questo ho applicato molte attività strategiche che io stesso usavo per me e per i miei progetti personali. Quindi dal farsi conoscere con i social media o come attirare nuovi lettori o persone interessate ad acquistare dei contenuti informativi. Questi piccoli esperimenti mi hanno permesso di capire cosa in parte funziona e cosa no. Ovviamente non è una scienza esatta, e non tutto quello che funziona per una realtà funziona per un’altra ma puoi prendere molti spunti e riflessioni dai risultati ottenuti. Questi risultati mi hanno permesso di essere pronto a trasferire le conoscenze apprese su progetti di miei clienti.

D: Il tuo blog: perché lo hai aperto e per cosa lo “usi”?

R: Nel 2007 ho aperto il mio blog con lo scopo di condividere le mie scoperte, riflessioni, tutorial in campo digitale e marketing. All’inizio non avevo capito bene cosa stavo facendo, ovvero creare un personal branding professionale grazie ai contenuti che condividevo gratuitamente. Suggerivo strumenti di marketing da utilizzare, facevo vedere come si usano e come applicarli a un progetto di comunicazione. Oppure ancora condividevo l’entrata di nuovi media nel mercato Italiano condividendo le mie riflessioni sull’utilizzo lato business. Questi contenuti rari e di valore mi hanno permesso di attirare l’attenzione di diverse persone interessati agli argomenti.

D: Collabori con molte realtà: ci racconti qualche esperienza?

R: Nella mia carriera da Freelance con oltre 7 anni d’esperienza ho avuto il grande piacere di collaborare con diverse agenzie come J. Walter Thompson, M&C Saatchi, HUB09, Done!Group, ProDea, YoungDigitals dove ho avuto il privilegio di lavorare per clienti come Motivi, Gillette, Abarth, Gruppo Generali, Alfa Romeo, Hasbro, Unicredit. Nel 2012 mi sono trovato a passare da piccoli clienti o medie aziende a multinazionali e questo mi ha permesso, come dico sempre, di giocare con dei bei giocattoli, budget differenti e margine d’azione più grande. Avere la possibilità di proporre soluzioni creative con budget oltre i 100K non capita tutti i giorni e quindi è stato un passaggio molto istruttivo che mi ha permesso di aumentare le mie skills.

D: Quali differenze noti tra i diversi strumenti social (facebook, twitter, linkedIn, etc)?

R: Ogni canale social ha una sua logica di utilizzo da parte di un’azienda. Il mio consiglio è sempre quello di valutare fin dall’inizio quale canale usare in base al target da coinvolgere e poi avere una presenza costante e contenuti all’altezza. Oggi esserci solo non basta più, è necessario saper coinvolgere il proprio pubblico con contenuti di qualità e attività collaterali sul territorio o con nuovi media.

D: Snapchat e Telegram: cosa ne pensi? Li usi? Sono utili per il marketing aziendale?

R: Sto sperimentando molto sia su Snapchat che su Telegram, li trovo dei canali sicuramente interessanti per un’azienda, ovvio non sono canali per tutti, ma bisogna conoscerli bene per capire cosa possono offrire e poi decidere se il nostro target potenziale potrebbe essere intercettato e coinvolto si quei media. Snapchat è un new media molto interessante soprattutto perché sta crescendo a vista d’occhio anche in Italia e prende un fetta di target molto giovane, che non tutti i social possono permettersi. Telegram invece trovo che sia un canale di comunicazione one-to-one e one-to-all molto interessante per la custom care di un’azienda. I tempi sono ancora prematuri per fare delle operazioni importanti in Italia, ma come spesso dico è sempre il momento di sperimentare ed essere i primi ad esplorare nuove strade.

D: Come pensi evolverà il mondo delle strategie digitali?

R: La strategia è il cuore di un progetto di comunicazione, puoi essere creativo ed efficiente ma la strategia di permette di arrivare ai veri obiettivi finali. Sono sicuro che fra qualche anno anche in Italia ci sarà ancora di più l’esigenza di figure ibride che oltre ad essere creativi (ormai lo sono tutti) sappiano anche concretizzare e arrivare agli obiettivi con strategia.