Continua la rubrica #IntervisteDigitali con una chiacchierata con Luca Alagna, esperto in strategie digitali e in formazione.

D: sui tuoi profili Medium e LinkedIn scrivi “mi occupo di analisi e strategie per la comunicazione digitale, formazione”. Puoi spiegare ai profani il tuo lavoro?

R: La comunicazione il marketing online sono diventati contesti sempre più complessi negli ultimi anni.
Anche le organizzazioni e le aziende con più esperienza e competenza hanno bisogno di advisor per affrontare questi contesti al meglio.
Io mi occupo di questo, sviluppare insieme a loro progetti, implementare i metodi più adatti, riorganizzare o apportare le giuste competenze in modo da renderli autonomi ed efficaci.
La formazione è l’altra faccia della stessa medaglia dal momento che, spesso, la preparazione di base è carente su questi aspetti.
C’è bisogno di competenze specifiche e continuamente sincronizzate con le innovazioni recenti. Mi concentro soprattutto nel cercare di aiutare giovani, e meno giovani, a rilanciarsi; fare un “Reboot”, come lo chiamo io.

D: da quanto tempo lavori nella comunicazione digitale?

R: Di fatto da 21 anni, passando progressivamente dagli aspetti più tecnici e tecnologici a quelli più strategici.
E questo mi ha portato a credere molto nella multidisciplinarietà in questo settore.

D: perché hai scelto il nickname “ezekiel”?

R: Era il 1994 e dovevo scegliere un nuovo nickname.
Come appassionato di cinema ero particolarmente affascinato da Tarantino.
Quell’anno uscì Pulp Fiction e il passaggio dalla Bibbia di Re Giacomo (il passo è Ezekiel 25:17) che uno dei protagonisti pronunciava mi fu di ispirazione.
Da lì passando per forum, blog e Twitter a inizio 2007 divenne ezekiel (anzi @ezekiel) e una vera e propria identità non solo personale ma anche professionale.
Non a caso la mia pagina Facebook di spunti quotidiani sul Digital Marketing si chiama “Ezekiel Brief” (https://www.facebook.com/ezekielbrief/).
Gli amici di più vecchia data conosciuti online mi chiamano più spesso col diminutivo “Eze” che col nome reale :-)
Cose che capitano nel mondo digitale.

D: ho visto che circa due anni fa sei passato dal blog “classico” a Medium: puoi motivare la tua scelta?

R: Il blog “isolato” non mi soddisfaceva più.
Il network sociale della blogosfera era stato ormai soppiantato dai molteplici network di Facebook, Twitter ecc.
Certamente il blog non stava scomparendo ma il suo ruolo stava cambiando radicalmente.
Avevo bisogno di qualcosa di rapido come Twitter ma facile da leggere per lunghi contenuti e già integrato in un network esteso come Facebook o Tumblr.
Sono stato folgorato da Medium e devo dire che i risultati che offre sono notevoli.
Ancora oggi sono incredulo nel vedere miei post lunghissimi da 10mila battute letti interamente (e commentati e sottolineati) da 4000 o 6000 utenti. (https://medium.com/@ezekiel/perch%C3%A9-twitter-sta-morendo-lentamente-66c3dad50792#.d5ma3k2sl)
Se ne scrivessi uno a settimana e chiedessi 10 centesimi per leggerlo sarebbe un guadagno interessante :-)

D: quali sono i siti che consideri più utili nel lavoro di analisi della comunicazione digitale?

R: Io adotto un sistema di raccolta delle informazioni a metà tra algoritmo e filtro umano, quello che Frederic Martel chiama “smart curation”, che uso per alimentare il mio “Ezekiel Brief” (e la newsletter) quindi osservo un’ampia molteplicità di fonti.
Però se devo citarne qualcuno consiglierei i classici eMarketer (ormai standard di settore) e Business Insider, la versione UK.

D: quali differenze principali riscontri nell’uso e nella diffusione della comunicazione digitale tra l’Italia e gli altri Paesi?

R: Noi italiani siamo più apprezzati all’estero di quanto non immaginiamo ma rischiamo di perderci per strada (forse anche a causa della nostra diffusa voglia di deprezzarci?).
Abbiamo grandi potenzialità ma le differenze con gli altri Paesi (soprattutto Nord Europa, UK e USA) sono tante.
Se ne dovessi citare due su cui dobbiamo lavorare di più in Italia, direi la concretezza nel valutare i risultati (spesso i brand qui investono in attività alla moda senza preoccuparsi di un ROI) e l’attitudine a investire sui giovani, a dare una opportunità a una loro buona idea, a rischiare invece di affidarsi alla tradizione.
L’innovazione sarà guidata sempre da chi sa rischiare anche comunicativamente, e in questo i grandi brand stranieri spesso ci sono da esempio (penso a Coca-Cola o IKEA, per citarne due).

I contatti Luca Alagna sono:

Linkedin: it.linkedin.com/in/lucaalagna/
Twitter: @ezekiel
Ezekiel Brief: https://www.facebook.com/ezekielbrief/