Ciao Daniele, ti confesso che è la prima volta che intervisto uno youtuber. E appartengo a una generazione probabilmente troppo vecchia per capire a fondo il fenomeno, quindi sii paziente se ti faccio domande che consideri ovvie. Iniziamo:

D: Ti ho etichettato in modo sintetico “youtuber”: ti senti a tuo agio in questa definizione o ne preferisci altre? Ti consideri un artista, un performer, uno sperimentatore?

R: Diciamo che mi sento a mio agio con questa definizione perché effettivamente “nasco su Youtube”. Anche se il termine “Creator” sia quello più corretto. Noi Youtubers siamo Creators. Creatori di contenuti. Quindi: performers, sperimentatori, artisti, comunicatori, sceneggiatori, interpreti e via dicendo.

D: Hai preso ispirazione da qualcuno quando hai iniziato a registrare e diffondere video su YT? Come mai hai deciso di farlo?

R: Ho intrapreso questa carriera come un hobby a cui dedicavo tempo nel “tempo perso”. Ma pur essendo un hobby, ho cercato di impostare tutte le basi in maniera professionale. Sono laureato in Scienze del Design e ho lavorato nel campo pubblicitario e nel mondo del web design per circa 15 anni… Quindi la comunicazione ha sempre fatto parte di me. Youtube mi offriva la possibilità di mettere la faccia in prima persona alla creatività che realizzavo e ai messaggi che volevo trasmettere. Così, il 15 Ottobre del 2009 nasce il mio canale su Youtube.
L’ispirazione spinge la creatività da sempre… Quindi possiamo dire di sì! Ho tratto e traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda.

D: Da dove prendi l’idea per un nuovo video? Ci sono blog, canali, media che tieni monitorati in modo costante o improvvisi?

R: Tendenzialmente nessuna di queste due cose. Costruisco in modo certosino i miei video. A partire dalla sceneggiatura, fino alla realizzazione del montaggio finale. Trattando temi “sociologici”, faccio comicità su tutte quelle situazioni in cui ognuno di noi può identificarsi e riconoscersi. Mi definisco un buon osservatore del mondo (o almeno ci provo). Cerco di captare tutte quelle situazioni che mi circondano nella vita di tutti i giorni, tramutandole in caricature che esorcizzano le “rotture di scatole” della vita.

D: Hai quattro canali Youtube, ma Vlog, Mobile e Plus hanno molti meno iscritti del canale principale: è una scelta precisa la tua? Ritieni che differenziare il pubblico sia utile per un maggior riscontro?

R: Ho aperto 4 canali proprio per diversificare il mio lavoro. Il canale principale offre contenuti comedy costruiti ad hoc. Il Vlog, invece, è un canale che sfrutto per avere un rapporto più diretto con la mia community in cui racconto aneddoti personali. Youtube è cambiata molto in questi ultimi anni e fondamentalmente non c’è più questa grossa esigenza di aprire più canali per non confondere i contenuti. Ora, grazie alla creazione di playlist, è possibile diversificare i propri contenuti su un unico canale.

D: Quali sono i colleghi che stimi di più? O che ritieni particolarmente interessanti?

R: Sono piuttosto parac..o (bip ndr) quando mi fanno questa domanda. Non ho colleghi “preferiti” in ambito lavorativo. Certamente ci sono persone con cui ho legato molto più a livello personale. Ma per quanto riguarda i contenuti, trovo che ogni youtubers abbia il suo stile, il suo modo di fare e la sua raison d’être. In base a cosa si vuole vedere, si troverà sicuramente un creator affine alle nostre idee.

D: Per chi volesse diventare uno youtuber famoso: è più difficile ora che la concorrenza è aumentata (o che iniziate a essere conosciuti anche al pubblico più generalista)? Noti delle differenze rispetto a quando hai cominciato?

R: Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. Quando ho cominciato io, non esisteva neanche il termine “youtuber”. Eravamo persone che caricavano video mettendoci la faccia. Non c’era “concorrenza” ma non c’era neanche la concezione del: “bravo questo ragazzo, voglio seguirlo”. Ogni video era una cosa a sé. Oggi, invece, c’è questa sorta di coscienza e consapevolezza nell’essere o voler fare lo youtubers. Ha tutto un altro sapore e le persone hanno imparato a vedere questo mondo come una vera e propria professione.
In soldoni: non è mai stato facile diventare popolari in rete. Ma in questi ultimi anni è una cosa decisamente sdoganata.

D: OT: Anch’io ho un chihuahua (maschio, però): ma davvero la tua riesce a salire sul divano da sola?

R: Ah si? Dobbiamo organizzare un appuntamento al buio allora! No, la mia Yuna ha la panzetta. E’ già tanto se dalla cuccia si sposta sulla traversina. Per farla saltare sul divano ho dovuto utilizzare grandissimi effetti speciali cinematografici.

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