Alessandro Scuratti è un professionista della comunicazione in ambito business, oltre che docente del corso di Content Marketing di Assolombarda Confindustria. Ha scritto il libro Scrivere per il web 2.0, adottato da due università. Ha un blog, Comunicaresulweb.com, su cui condivide indicazioni che permettono alle aziende di migliorare l’efficacia della loro comunicazione verso i clienti. Conosciamolo meglio!

D: Content specialist: puoi spiegarci in che cosa consiste la tua professione?

R. Per prima cosa, vorrei ringraziare la Digital Communication per questa intervista. Saluto anche tutti i lettori del vostro blog. Mi domandi che cosa fa un content specialist. La traduzione in italiano di “content specialist” è “specialista di contenuti”. In pratica, mi occupo della strategia, della tattica e delle tecniche di creazione dei contenuti. Nello specifico, sono focalizzato sui contenuti per il web. Per un’azienda i contenuti sono importanti quanto il creare il sito istituzionale o l’e-commerce. In effetti, senza i contenuti, qualsiasi progetto web sarebbe solo uno scatolone vuoto.
Ti dirò di più: non basta riempire quello scatolone con contenuti qualsiasi. Gli internauti sono infatti esigenti. Occorre quindi ideare e poi creare contenuti efficaci. Cioè contenuti pertinenti e di valore, che sappiano intercettare i bisogni del pubblico a cui si rivolgono e che convertano l’attenzione acquisita in azioni. Che tipo di azioni? La compilazione di un form di contattato, l’iscrizione a una newsletter, l’acquisto di un prodotto o di un servizio ecc.
Io mi occupo prevalentemente della progettazione e realizzazione di contenuti web di tipo testuale. Siccome studio la Search Engine Optimization da oltre dieci anni e ho avuto un ottimo maestro (il bravissimo Alessandro Cuomo), mi occupo anche dell’ottimizzazione SEO dei contenuti che creo.
Da poco ho iniziato anche la carriera di formatore. L’obiettivo è trasferire alle aziende le mie competenze, perché comunichino meglio e trovino così più clienti.

D: Come hai iniziato questo lavoro? È stato naturale o ci sei arrivato per “prove ed errori”?

R: Tra me e la scrittura c’è stata sempre una forte attrazione. Per anni l’ho repressa, scegliendo Ingegneria all’università. Ma se hai una vocazione autentica, prima o poi questa torna a bussare alla tua porta. Ed è stato così anche per me.
Per farla breve: a un certo punto ho preso un diploma da redattore. Subito dopo ho cominciato a lavorare come technical writer per una multinazionale australiana. A fine Anni Novanta, ho fatto il salto dalla carta al web. E non sono più tornato indietro.
Quindi, per rispondere alla tua domanda: ho iniziato a fare il content specialist piuttosto tardi (avevo quasi trent’anni). È successo quando ho capito che sarei stato più bravo come comunicatore online che come ingegnere.

D: Hai scritto un libro sul tema del web writing: ce ne puoi parlare?

R: Ti riferisci a “Scrivere per il web 2.0”. Si tratta di un manuale dal taglio decisamente pratico, che riassume la mia esperienza di content specialist. In questo libro ho messo più o meno tutto quello che so. L’obiettivo era dare indicazioni precise e concrete alle aziende e ai professionisti perché riuscissero a comunicare online in modo efficace.
Anche se il manuale è dedicato a chi fa business, so che l’hanno letto anche diversi studenti che aspirano a diventare web writer. Mi fa piacere pensare di essere utile ai giovani che si avvicinano a questo mestiere.

D: Quali social network utilizzi più spesso? Quali ritieni più efficaci?

R: I social network che adopero di più sono Facebook, Twitter e LinkedIn. In tutti e tre i canali faccio personal branding, cioè do spazio a contenuti che riguardano la mia professione e la mia professionalità. Su Facebook pubblico anche contenuti che riguardano i miei hobby, come è giusto che sia. Devo dirti che LinkedIn funziona davvero: mi ha effettivamente portato delle occasioni lavorative. La sorpresa è però Facebook: nel mio caso ha funzionato ancora meglio di LinkedIn. Infatti, capita che persone sconosciute mi chiedano l’amicizia e, dopo qualche giorno, mi propongano un lavoro. Twitter, al contrario, non mi ha mai portato proposte lavorative dirette. Ma questo non vuol dire che sia un social che non funziona, anzi.

D: Che cosa consigli a chi desidera intraprendere la carriera di web writer?

R: Ho quattro suggerimenti da dare a un giovane che inizia questo mestiere.

Il primo: apri un blog per parlare del tuo lavoro. Con me ha funzionato alla grande. Il blog è uno strumento formidabile per far vedere quello che sai fare ai committenti. Inoltre, se sei continuo nel pubblicare i post (ne serve almeno uno a settimana), il blog ti porta traffico qualificato, cioè potenziali clienti.
Il secondo suggerimento è quello di leggere “Le 22 immutabili leggi del marketing” di Al Ries e Jack Trout. Come mai consiglio un libro di marketing? Perché, oggi come oggi, è impossibile fare un qualsiasi lavoro online senza padroneggiare almeno le basi del marketing. E questo è il libro migliore per procurarsele.
Il terzo suggerimento: pensa come un imprenditore. Se hai una partita IVA, sei a tutti gli effetti un micro imprenditore. Perciò, ragiona sempre in termini imprenditoriali. Tu sei la Mario Rossi S.p.A. o la Maria Rossi S.p.A. Rifletti su questo e agisci di conseguenza.
L’ultima indicazione: specializzati! Il mercato attuale premia gli specialisti. Se sei un generalista, rischi di fare la fame. Che cosa intendo dire? Mi rifaccio ancora una volta alla mia esperienza personale. Io creo contenuti web per le aziende. Mi sono cioè specializzato sui contenuti online, e non scrivo più per la carta. Siccome ho studiato la SEO, creo contenuti SEO ottimizzati, non “semplici” contenuti testuali. Da ultimo, scrivo contenuti con l’obiettivo di convertire i lettori in clienti e non “semplici” articoletti informativi.
Insomma: specializzarsi, cioè diventare verticali in un campo, è una strategia che paga. Perché le aziende cercano esperti che gli risolvano problemi specifici. Se invece sei un generalista, cioè t’intendi un po’ di tutto senza padroneggiare veramente un argomento, sei nei guai.
Tutte queste indicazioni valgono sia se fai il freelance sia se ti hanno assunto come dipendente.

D: Puoi dirci almeno 5 punti fondamentali da non trascurare quando si scrive per il web?

R: Sì, certo. Punto primo: pensa in maniera strategica. Che significa? Prima ancora di metterti a scrivere, fatti domande come: chi è il destinatario del mio contenuto? Qual è il messaggio che voglio trasferirgli? Come devo dirgli le cose perché le comprenda perfettamente? Se già a monte progetti con scrupolo i tuoi contenuti, la tua comunicazione sarà senz’altro più efficace. Avere le idee chiare sul risultato finale ti darà poi un ulteriore vantaggio: la tua scrittura si farà più sicura, facendoti risparmiare tempo.
Seconda cosa: cura la formattazione del tuo contenuto web. Per la serie: anche l’occhio vuole la sua parte. Questo significa soprattutto che devi evitare i muri di testo, cioè quelle orribili sequenze di righe tutte appiccicate tra loro. Nessuno legge i muri di testo: fanno scappare i visitatori a gambe levate!
Altra cosa importante: la leggibilità dei testi. Ti raccomando: scrivi frasi brevi e usa parole semplici. La brevità e la semplicità vincono sempre. Al contrario, scrivere frasi interminabili e infarcite di paroloni non ti farà sembrare più bravo. Servirà solo ad allontanare i potenziali clienti, che si tufferanno tra le braccia della concorrenza.
Quarto punto: fa’ sempre l’ottimizzazione SEO dei tuoi contenuti per il web. La SEO ti dà visibilità nelle SERP di Google. Un beneficio enorme, perché significa portare traffico in target sui tuoi siti.
Da ultimo, ti suggerisco di inserire nei tuoi contenuti almeno un’immagine. Le parole sono potenti, ma le immagini lo sono di più. Scegliere l’immagine giusta rafforza il messaggio del tuo contenuto web. Non rinunciare mai a questa possibilità.

D: Per che tipo di clienti lavori solitamente? Ci sono categorie più difficili di altre con cui entrare in sintonia?

R. Ho lavorato sia per grandi brand che per minuscole PMI. In fin dei conti, tutti mi chiedono di fare lo stesso lavoro: creare valore per i loro potenziali clienti.
La tua domanda è però interessante. E ho una risposta precisa. Mi diverto di più quando ho a che fare con le PMI, perché posso dialogare direttamente con l’imprenditore che ha fondato l’azienda. Essere partecipi del sogno di una persona è una delle cose più belle che ci possono capitare nella vita. Aiutare quella persona a realizzare concretamente quel suo sogno è qualcosa di magico!